09/07/2020 – “Ricorrere a deroghe così ampie sull’applicazione delle norme vigenti può essere giustificato solo in condizioni di particolare urgenza, come nel caso del crollo del Ponte di Genova, ma non può certamente costituire un modello da seguire nelle attività ordinarie”.   Così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) sulle nuove norme per gli appalti pubblici introdotte dal DL Semplificazioni.   “Pur riconoscendo che le Autorità competenti – prosegue il CNAPPC -, i Dirigenti, le imprese ed i liberi professionisti coinvolti nei lavori hanno lavorato bene, ricostruendo il ponte in meno di due anni dal crollo, bisogna ricordare che le deroghe al Codice hanno di fatto consentito affidamenti fiduciari che, a regime ordinario, finirebbero per compromettere la trasparenza e libera concorrenza, tagliando fuori dal mercato dei..
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